Trasformare una visione in realtà, con Spotlight.
Vince Foster e l’Epic Futttura Tour di Tini

22 Maggio 2026

Dall’esplorazione del concept alla documentazione, gli strumenti IA integrati in Vectorworks introducono nuovi flussi operativi mantenendo il pieno controllo progettuale.

Vince Foster è un lighting designer, scenografo e video designer britannico che opera nel settore dell’intrattenimento. Tra i suoi lavori si annoverano collaborazioni con artisti del calibro di Duran Duran, R.E.M., Peter Gabriel, Massive Attack, Phil Collins, Zucchero, Kylie Minogue, Jamiroquai, Steps, Travis e molti altri.
Vince ha sempre considerato il lighting design come una forma d’arte, usando l’illuminazione come un mezzo poetico con cui esprimersi attraverso i più alti standard visivi, con competenza tecnica e integrità, per creare opere interessanti che coinvolgano tutte le forme di illuminazione e materiali.

Tra il 2024 e il 2025 crea lo show globale Epic Futttura Tour (negli stadi dalla fine del 2025) per Tini, cantante e attrice argentina già nota come interprete di Violetta per l’omonima serie Disney, ed oggi una delle più influenti artiste latinoamericane, con oltre 17 milioni di ascoltatori mensili su Spotify.
Nell’ambito di questo tour una sfida nella sfida è stata rappresentata dalla venue di Tecnópolis, a Buenos Aires, uno spazio che Vince ha letteralmente assecondato e trasformato per costruire tre stage che potessero “avvolgere” oltre 245mila spettatori in sette date, tutte sold out, tra ottobre e novembre 2025.

Trasformare la location: da parcheggio a set globale

La base di partenza per questo show è stata letteralmente un file PDF del parcheggio, l’unica area del complesso in grado di accogliere circa 40mila spettatori, accompagnato da una tavola 2D con il posizionamento degli alberi esistenti.
Per prima cosa Vince ha quindi creato un layer di base con Spotlight dove ha inserito gli alberi in 3D per valutare, oltre alla posizione, le possibili interferenze tra palco e spettatori e, in questo modo, arrivando a capire quale fosse la posizione più giusta per lo stage con l’obiettivo di alterare il meno possibile l’ambiente circostante.
Una volta identificata la posizione, si è reso necessario anche trovare una quota di riferimento accettabile, poiché l’area presentava un dislivello, con la sezione sinistra più bassa di due metri rispetto alla destra, e garantire al pubblico una visualizzazione ideale da ogni lato.

Costruire un palco. Anzi, tre!

Ma come “far vedere” uno show così complesso al maggior numero di spettatori, come creare quel senso di coinvolgimento su un’area così estesa?
La soluzione pensata da Vince è stata quella di creare un primo palco centrale e altri due laterali, collegati con un angolo di 15°, così da letteralmente “avvolgere” il pubblico e offrire a tutti la migliore visibilità possibile.
Il risultato? Oltre 140 metri di larghezza totale da dipingere con luce ed effetti. Ed eravamo solo all’inizio!

Immaginare lo show: gli elementi scenografici.

Definita la struttura dell’insieme e il suo posizionamento, era arrivato il momento di realizzare le scenografie.
Vince ha quindi considerato i tre palchi come elementi del tutto separati, sia dal punto di vista scenografico che per il lighting design.
L’Arch Stage, posizionato sulla sinistra e caratterizzato da elementi architettonici di grande dimensione, tra i tre era quello meno illuminato, utilizzato in particolare nei momenti più intimi dello spettacolo.
Il Techno Stage, sulla destra, pensato come lo spazio più futuristico, presentava due LED Wall di grande dimensione, con le coreografie “incastrate” tra i due schermi, uno trasparente e l’altro opaco per agire anche con le retrolluminazioni e giocare con la profondità di campo.
In mezzo, l’UFO Stage, dove si concentrava la maggior parte delle luci e degli effetti, con fiamme, laser, cannoni sparacoriandoli, ecc.
E, come il nome suggerisce, un UFO al centro: l’elemento più importante della scenografia.

La creazione dell’UFO e le complessità tecniche.

Quando Foster ha iniziato a pensare lo show per Tini, è partito dal conoscere l’artista, il suo percorso, i suoi spettacoli. E questo progetto è stato guidato principalmente dall’UFO presente nei vari artwork legati all’album Cupido (2023), che in breve è diventato il fulcro dell’intero spettacolo: un elemento scenico di circa 10 metri di diametro e oltre 12 tonnellate, in grado di muoversi in verticale e permettere agli artisti di esibircisi sopra. Per aggiungere complessità all’insieme, un carico statico che improvvisamente diventa dinamico, movimentato da motori controllati da computer per garantire movimenti fluidi e sincronizzati con lo show.

Nuovi ritmi, nuovi tempi, centinaia di luci da sincronizzare.

Uno show così articolato necessita di centinaia di sistemi di illuminazione diversificata, con moltissimi movimenti sincronizzati.
E in questo caso Vince, più avvezzo al rock occidentale contemporaneo, si è dovuto confrontare anche con la musica latina e i suoi tempi e i suoi ritmi così diversi, utilizzando i tre palchi per definire momenti artistici diversi nello show: dai brani più veloci e caratterizzati da coreografie molto rapide, in cui è fondamentale evidenziare ogni dettaglio, ai momenti intimi con Tini illuminata da una sola fonte luminosa in lontananza, con l’attenzione del pubblico concentrata solo su di lei.

«Vectorworks è lo strumento che mi permette di trasformare una visione in realtà, in modo efficiente.»

Vince Foster.

Il ruolo di Vectorworks.

Per Vince, quello dell’Epic Futttura Tour è stato il progetto più grande realizzato con Vectorworks Spotlight, software con il quale lavora da oltre 25 anni e che gli ha permesso di gestire in totale autonomia una produzione di questa scala, sapendo esattamente in ogni momento quanti elementi servivano, quante luci, quanti tralicci, quanti motori per ottenere il risultato voluto.
Al momento di andare in scena, si era arrivati alla 65esima versione dello show ed ogni cambiamento influiva sui quantitativi, sul posizionamento e sul movimento dei dispositivi: tradizionalmente ogni modifica avrebbe richiesto di ricalcolare manualmente tutti gli elementi, mentre con Vectorworks tutto viene tracciato automaticamente ed aggiornato in tempo reale.
E Spotlight è stato utilizzato anche per la gestione delle platee, la disposizione del pubblico e le aree di occupazione del suolo, la progettazione delle tribune: tutto è stato progettato e realizzato all’interno del software ed integrato in un unico pacchetto, in continua evoluzione.