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Uno sguardo da vicino al progetto simbolo di Vectorworks Landmark 2020

Un sensazionale trionfo dell’architettura del paesaggio, il Jewel Changi Airport di Singapore ha visto una riprogettazione che l’ha trasformato in uno degli hub aeroportuali più affascinanti e sbalorditivi al mondo.

La riprogettazione si è resa necessaria per l’evoluzione del concetto del viaggio aereo come nuovo elemento fondante della socialità contemporanea. La Federal Aviation Administration supervisiona quotidianamente una media di 44mila voli, raggiungendo l’incredibile cifra di oltre 16 milioni di voli all’anno. La crescente popolarità dei viaggi aerei implica che anche gli aeroporti si evolvano. Non è esagerato affermare che gli aeroporti possano provocare un senso di ansia, soprattutto considerando la necessità di arrivare ore prima della partenza così da non rimanere incastrati nelle lunghe procedure di sicurezza nella fase di check-in. Un aeroporto non dovrebbe incutere timore, ansia o preoccupazione; naturalmente, questa non è mai l’intenzione di chi progetta tali strutture, ma è difficile sfuggire alla sensazione che un aeroporto sia un luogo semplicemente di passaggio, non una destinazione in sé. È difficile non considerare quello passato in aeroporto come tempo sprecato, banalmente come un mezzo per raggiungere un fine.

Vista interna del Jewel Changi Airport – Immagine di PWP Landscape Architecture

L’aeroporto Jewel Changi, però, è diverso. Invece dei colori insipidi e dell’uniformità che ci aspettiamo abitualmente, i 160mila metri quadrati dell’Aeroporto Changi si presentano come una prodezza di architettura e progettazione del paesaggio, una destinazione in sé e per sé per i cittadini di Singapore e per i viaggiatori del mondo. Il mezzanino è contornato da un centro commerciale, un cinema, un hotel, vari ristoranti e altre attrazioni turistiche, stigmatizzando lo stereotipo che il tempo trascorso in transito non possa essere piacevole.

Abbiamo selezionato l’Aeroporto Jewel Changi come progetto simbolo di Vectorworks Landmark 2020 per dimostrare ciò che è possibile realizzare nell’architettura e nel design del paesaggio. Le immagini catturano lo sguardo, facendoci domandare se stiamo effettivamente ammirando un aeroporto e non un parco botanico climatizzato.

Lo scopo del progetto, secondo un articolo di Architectural Record Magazine, era quello di aumentare la capacità dell’aeroporto da 65 a 135 milioni di transiti entro il 2030. Richiedeva inoltre una capacità attrattiva, la natura della quale era lasciata agli esperti di design, in totale libertà. E Moshe Safdie, di Safdie Architects, ha risposto in termini del tutto “naturali”, proponendo un “giardino mitologico”, afferma il Record.

Il risultato è una cascata alta 40 metri che pompa circa 10.000 litri d’acqua al minuto attraverso l’interno dell’aeroporto fino a un serbatoio rinnovabile sottostante. Questa soluzione può ricordare i bacini aperti del Memoriale dell’11 settembre, progettato da Peter Walker and Partners (PWP) Landscape Architecture.

Memoriale dell’11 settembre – Immagine di PWP Landscape Architecture

E sebbene PWP non abbia progettato la cascata stessa dell’aeroporto Jewel Changi, la loro familiarità con i flussi d’acqua e gli ambienti circostanti li ha resi perfetti per progettare il paesaggio interno dell’aeroporto.

L’ambiente verdeggiante, rinominato Shiseido Forest Valley, accoglie oltre 900 alberi e circa 60.000 arbusti. Sul livello più alto dell’aeroporto, i percorsi a piedi consentono ai viaggiatori di attraversare cascate vaporose e di godersi il panorama dall’alto. Secondo il sito web dell’aeroporto, nella struttura è presente anche un intricato labirinto di siepi con al centro una torre di osservazione, che consente agli appassionati di vedere dall’alto il layout del labirinto quando riescono a raggiungerne la fine.

Progetto 2D – Immagine di PWP Landscape Architecture

L’aeroporto Jewel Changi è una tale meraviglia che sembra incredibile che il suo design uniforme e rivoluzionario possa essere stato realizzato da oltre 10 diversi gruppi di progettisti. Questo dimostra quanto si sia riusciti ad avanzare nelle tecnologie di design: mai prima d’ora è stato così semplice impegnarsi in un processo di collaborazione senza soluzione di continuità, che andasse oltre quelli che una volta potevano essere considerati limiti di comunicazione insuperabili.